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La cronaca della partita la lascio a Lupo. La sconfitta di ieri brucia ancora.  Non potrei essere oggettivo, nemmeno se mi volessi sforzare. Sapevano di incontrare una squadra più forte, probabilmente la più in forma, quasi sicuramente una delle due finaliste del campionato, ma purtroppo queste ragioni non servono a toglierti l’amaro in bocca. E’ mancata la “giusta attitudine”, come direbbe qualcuno o la “dose di rabbia”, come invece direbbero altri . Prima di perderla con i punti, la partita l’abbiamo persa con la testa.  Errori ne abbiamo incasellati a ripetizione,  come quello del sottoscritto che ha portato alla seconda meta. Non lo dico  per cercare una sorta di pubblica assoluzione, credo invece che, ammettere i propri errori faccia parte di un percorso dove le autocritiche non sono e non rimangono tali, ma aiutino ad “aggiustare la traiettoria”.  Non siamo riusciti nemmeno ad arginare il moto di sconforto, che saliva all’aumentare dei punti segnati. Le vecchie generazioni direbbero di aver imparato la lezione. Forse ci sta, o forse no. Non è l’ennesimo esame mancato, o sbaglio arrecatosi.  E’ qualcosa che va oltre, una sensazione che la mattina dopo avverti insieme agli acciacchi del corpo.  Il tutto si coagula in un caleidoscopio d’immagini, di attimi distinti e altri che non dimenticherai mai.

Come la pacca su una spalla di un compagno, il sorriso di un’amica, una parola di conforto del tipo ” dai ciccio, siete stati bravi”,  la faccia contratta di Quincey o le parole di Claudio, che nello spogliatoio con la sua solita franchezza paterna  esclama ” Semo arrivati qua, perché che t’aspettavi? é annata come doveva annà!”

Ecco che allora, il rugby può diventare scuola di vita. Non ti si  regala nulla. La squadra più forte vince. punto. Riflesso della logica spietata ma quanto vera, che due più due fa quattro, e che spesso ci casca addosso nelle nostre quotidianità. Ma, a tale forza, puoi sempre tentare di contrapporgli una tua volontà.  Non ti limiti a subire passivamente, credi in fondo, che seppur si tratti di  una sorta di legge naturale, ci sia sempre la possibilità di modificarla. Utopia, illusione, chimera, la si chiami come si vuole. L’importante è comprendere che è essa che ci spinge a proseguire,confortandoci nei bui momenti di sconforto. La stessa materia con cui sono impastati  i sogni e i propri desideri.

Il rugby, é  metafora e al contempo strumento per carpire significati. Prendere botte e restituirle. Cadere e alzarsi, ricadere e rialzarsi di nuovo. Rispetto delle regole.  Non indietreggiare mai, mantenendo sempre  lo sguardo fisso davanti. Capire quando è giunto il momento di passare la palla, perché sai che dei tuoi compagni puoi fidarti ciecamente. Sentirli respirare affannosamente in mischia, e allora ti sbrighi a  racimolare  la poca energia rimasta, perché in quei momenti il tuo piccolo aiuto non può venire meno. E poi, infine, quella stramaledetta linea. Una striscia bianca, all’apparenza insignificante ma, che separa il campo delle nostre ordinarie esistenze, intrise di sofferenze e guizzi di coraggio,  dalla certezza  di avercela fatta di nuovo!

Mai come ora, forza cinghiali!

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Sabato i cinghiali si spingeranno fino su a Belluno per tentare di centrare le semifinali del campionato. Affronterrano i Putei veci, squadra matricola ma che già ha ampiamente dimostrato tutto il suo potenziale rugbystico! I cinghialozzi non sono favoriti almeno sulla carta, chi scrive lo dice anche per la dovuta scaramanzia, ma spesso i ragazzi come l’ultima partita hanno saputo ribaldare i pronotstici, dando grande prova di spirito di squadra e sul piano del gioco.

Forse, il tempo poco primaverile potrebbe rivelarsi a favore. Piove e pioverà  nei giorni a seguire, e al di là di qualcuno che ribadisce circa il sostegno sull’asse, il fango si sa, è l’habitat naturale del cinghiale!

Riguardo ai presenti c’è da segnalare la conferma di Diego come mediano, il ritorno di ruggio e testa di capra. Purtroppo, il “buon belloni” non ci sarà. Complice un incidente in allenamento, ieri sera dopo una super veloce e alquanto anomala accettazione al maggiore, è stato riaccompagnato a casa con una caviglia grossa come un maritozzo. Ci dispiace solo di non vederlo danzare sul campo. L’unica consolazione è stata poter ammirare le sue gambe affusolate da ballerino e di portarlo in strada praticamente in mutande!

Forza cinghiali!!

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Grande prestazione di ieri dei cinghiali che hanno vinto sui Torelli per 10 a 7. Partita giocata fino agli ultimi minuti con il cuore e la concentrazione di tutti. Pronostici che non erano dei più rosei per i “maialoni pelosi”, ma che alla fine hanno saputo ribaldare. I torelli hanno fin da subito cercato di mettere in cassaforte il risultato, con ripartenze veloci e giocando sui trequarti ma,  la difesa dei cinghiali è stata eccezionale. I ragazzi giocando in casa, hanno speso ogni briciolo d’energia e, anche dopo la sola e unica meta subita, sono stati capaci di ripartire, creando delle pericolose azioni dentro i 22 avversari. Una meta di “rapina” del solito Bistecca, trasformazione di Freccia e una punizione segnata sempre da Bistecca hanno decretato la vittoria dei cinghiali. Una gara che rimarrà nei ricordi di chiunque, compresi i spettatori,  per via dell’impegno e della passione messi sul campo dai ragazzi. Solo per rendere l’idea, Giampa dopo aver preso una testata così forte  da far vibrare i pali e i vetri delle macchine parcheggiate lì attorno, si è rialzato e ancora claudicante ha esclamato che gli serviva solo un pò di acqua  e avrebbe continuato. Questa energia arrivava talmente tanto che, Chabal rabbioso tentava di strapparsi a morsi il gesso per poter anche lui entrare in campo. E poi come dimenticarsi di Claudio, tallonatore over  cinq… ta, roccioso, capace ancora di dare l’esempio a tutti per via della sua esperienza e voglia di correre dietro la palla ovale.

Il terzo tempo che è seguito, è stata pura e semplice festa. Dopo aver riempito le pancie, non solo di porchetta e pasta al ragù,  è stato un alternarsi di cori e canti, tra le squadre compresi i Putei veci e i Leoni. Meravigliosa l’animazione dei torelli, che alla fine hanno regalato anche un haka in dialetto veneto con tanto di abbassamento finale della mutanda.

I cinghiali oltre per la vittoria, sono stati felici per due motivi. Il primo per il  capitano Ruggio che a breve ripartirà per la terra d’ Oriente e regalargli una vittoria è valsa più di qualsiasi altro dono. Il secondo è l’aver visto un sorriso stampato sulla faccia d’ Enrico, talmente felice che ce lo aveva anche mentre facevamo la foto! A dover di cronaca,  l padre di ALe ( il buon Belloni) , medico e oramai facente parte a pieno titolo del branco,  ha escluso ogni ipotesi che potesse trattarsi di paresi facciale.

Forza cinghiali!!

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Domenica  25 Marzo, i Cinghiali giocheranno la loro prima partita in casa. Nel campo di Rioveggio e ditorni sarà una giornata  da vivere all’insegna del rugby e dell’amicizia. Si inizierà alle 14 tra Leoni Chioggia contro i Putei veci. Seguirà Cinghiali del Setta contro i Torelli sudati. I cinghiali,  dovranno vincere per due motivi. Il primo assicurarsi l’entrata in semifinale, il secondo così possano mangiare la fatidica “porchettazza”  promessagli dal mitico Claudio. Non preoccupatevi, perchè ce ne sarà per tutti, anche e soprattutto per chi voglia a venire ad incitare i ragazzi ( si fà per dire) . Enrico già da domani inizierà a preparare la porchetta, con le sue sapienti mani da Geppetto e una ricetta segreta per la marinatura arrivata tramite missiva dall’A riccia.  Claudio ha subito aggiunto  ” Come sfiletta lui, è na pacchia! “. Questa splendida domenica di primaverà verrà coronata, e ne siamo convinti, dalla vittoria dei cinghiali.

I ragazzi sono al massimo, anche dopo  tre allenamenti settimanali come avevamo già accennato. Quincey oramai,  nelle vesti di prepatore tecnico, ci ha sorpreso con l’ organizzazione a tratti da squadra professionistica. I cinghiali all’inizio un pò disorientati dagli esercizi, hanno pensato di trovarsi in una specie di “giochi senza frontiere” , per poi impegnandosi con decisione (sic! ).  Freccia, con il suo ditino del piede dolorante ha confermato la sua presenza,e questo non ci può che far piacere. Abbiamo sempre bisogno della sua determinazione.

Infine, ci scusiamo già previamente per tale Giovenca, il quale sarà impiegato come “pizzicarolo” nella distribuzione dei panini e vino. Sappiate che è un brav’uomo, e si trovate di fronte ad una sua “perfomance” defilatevi subito, inventando una scusa del  tipo               << vado che sono due ore che ho dimenticato mio figlio chiuso in macchina>>;  oppure per fermarlo chiedetegli di parlarvi                     dell’ insufficienza renale dei gatti persiani.

Forza cinghiali!!

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